Archive for February, 2006

L’astensione

“”Ciò che è dannoso nel mondo non sono gli uomini cattivi, ma il silenzio di quelli buoni” questa sembra sia una frase di Martin L.King. Astenersi dal voto potrebbe essere una delle scelte peggiori per le prossime poliche. Bisognerebbe pensare a tutti coloro che sono “obbligati” a votare per politici mafiosi o paramafiosi, in particolare in Sicilia e in gran parte dell’Italia centromeridionale. Se uno abita in un luogo dove ha la libertà di opporsi alle diverse camarille politiche diversamente da quelle persone che ci sono immerse fino al collo, secondo me è suo dovere usare la libertà elettorale per fare la scelta migliore anche per loro. Non sto qui a dilungarmi sui modi con cui il centrodestra ha incoraggiato in questi anni le organizzazioni malavitose e l’illegalità. Il discorso rimane valido anche per chi non ritiene quest’ultima asserzione corretta. In ogni caso chi è libero, dovrebbe usare il suo arbitrio e la sua intelligenza per scegliere le persone o il partito più utile all’Italia, o meno corrotto. Anche perché tutti quelli che votano per interesse personale o per ottusità, per lobby o clientelismo, quelli ci vanno sempre a votare. E sono alla base di quel sistema perverso italiano per cui da un lato è sempre difficile schiodare chi sta al potere, dall’altro non sono premiati i migliori e i più diligenti nei concorsi e in ogni ambito della vita pubblica. E’ vero, nel sistema bipolare l’astensione può diventare un’arma per cambiare la politica. Avvenne a Bologna, quando la sinistra perse il Comune dopo 50 anni perché molti elettori di sinistra non andarono a votare. Avverrà senza dubbio nei confronti del centrodestra alle prossime politiche. Molti elettori liberali “sinceri” non potranno sentirsi rappresentati da questo centrodestra e sceglieranno magari di non andare per nulla alle urne, di lanciare un segnale perché Berlusconi si faccia da parte e la coalizione si rinnovi. Naturalmente l’astensione può esserci anche da parte di un elettore di sinistra, se deluso dall’opposizione, anche se sarebbe molto meno utile nella pratica. Ma al di là di questo, la mia opinione è che bisogna andare a votare. Cerchiamo il meno peggio. Da parte mia penso che bisognerebbe incoraggiare soprattutto l’ecologia e la legalità. Ma ognuno ripensi alla frase di Luter King e ne tragga pure le sue personali valutazioni!

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La trasparenza prima di tutto

Possibile che con tutto quello che ha combinato Berlusconi in questi 5 anni, c’è ancora chi abbia fiducia in lui? Nel maggio del 2001 non mi trovavo in Italia, ero in Francia per un Erasmus. Ricordo che un simpatico professore dall’ameno cognome italiano (Ferrero), il giorno dopo le elezioni si avvicinò al mio banco e mi disse: “Ma che avete combinato in Italia?”. “Pas ma faute” risposi diplomaticamente, suscitandogli anche ilarità. Ebbene, per quanto potevo temere tutto quello che c’è stato di male in questi anni, non mi aspettavo un simile degrado per l’Italia. Un degrado morale innanzitutto, ma anche economico, civile, culturale. Il governo Berlusconi non ha preso un solo provvedimento nell’interesse del Paese. Il primo obiettivo di ogni azione è sempre stato l’ottenimento di un qualche vantaggio, non solo personale del capo, ma anche politico, più o meno populista, ai fini della mera conservazione del potere. In realtà nessuna coalizione è stata mai tanto precaria pur durando stabilmente. Questa accolita di lazzaroni è andata avanti giorno per giorno, incassando benefici momentanei a costo di compiere una meschinità dopo l’altra. Fregandosene di ideali, di interesse generale, di patria, del bene della gente… A lungo ho provato a perdonare solo Fini, perché come D’Alema aveva bisogno di dimostrare la sua affidabilità a costo anche di ingoiare qualche rospo. Ma proprio in ultimo mi ha deluso anche lui, con la vergognosa e machiavellica modifica della legge elettorale. Io penso che l’Italia abbia urgente bisogno di una forza moderata e liberale, e che prima Berlusconi esce fuori dall’agone politico, prima questa si costituirà. I due poli dovrebbero competere in virtù, non in vizi. Basterebbe considerare un solo “vizio” per non ridare fiducia alla coalizione di Berlusconi: la falsità. Hanno imbavagliato (o almeno ovattato) l’informazione mantenendo così i propri stessi sostenitori, (non i vituperati “comunisti”), il più possibile all’oscuro delle difficoltà gestionali ed economiche in cui versavano. Hanno ammesso l’inflazione in ritardo, la crisi dell’export in ritardo, lo sforamento dei conti in ritardo.Hanno capovolto ogni verità, giocando anche solo con le parole. E anche l’esistenza di una intollerabile censura è arrivata alla consapevolezza di tutti in ritardo, forse solo grazie all’ultimo popolare programma di Celentano. Credo che un elettore non possa accettare di essere “imbrogliato” e preso in giro dalle persone cui ha dato fiducia. La trasparenza è essenziale perché la democrazia funzioni!

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Corrosione verde

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