Archive for March, 2006

I danni del controllo mediatico

Mi fa piacere che Beppe Severgnini stia spiegando pervicacemente nel suo forum sul Corriere della Sera (Italians)quanto sia grave il controllo mediatico di Berlusconi. E pur tuttavia mi meraviglio che c’è chi scrive per continuare a negarlo. C’è sempre chi sente offesa la propria capacità di discernimento, chi dice “siamo persone adulte”, che “se il conflitto lo conosciamo non è grave”, chi ironizza sulla “patente per votare”… Sono persone che senza saperlo coltivano una vecchia tara della sinistra: si allontanano dalla realtà. Gli elettori non sono tutti perspicaci frequentatori di «Italians», né di solito si informano molto meglio sulle cose di quanto si possa fare attraverso la più superficiale tv. Andate in giro, nei mercati, in strada, nelle piazze italiane, entrate nelle case delle casalinghe e dei pensionati… Non tutti sono istruiti, ma soprattutto non tutti sono colti politicamente e civilmente. C’è una tipicità italiana per altro, di interessarsi fortemente solo del proprio privato senza rischiar troppo di cambiare le cose. A volte paradossalmente il disinteresse per la politica nasce da difficoltà nella propria vita personale di cui la politica stessa ne è responsabile. E allora: non prendiamoci in giro. E’ vero, a noi “adulti” sorbirci Berlusconi a tutte le ore può farci né caldo né freddo, rispetto alle cose, buone o più spesso cattive, di cui si è macchiato. Ma non è per tutti così. La dialettica può essere erroneamente convincente, i sillogismi possono essere tanto arguti quanto falsi. I capovolgimenti della realtà tipici del premier (che ormai sono motivo di ilarità anche per i suoi sostenitori), non sono colti da tutti. Questi 5 anni ci hanno dimostrato quanto è grave l’imbonimento mediatico e il danno che può fare il controllo informativo. Abbiamo saputo dell’ inflazione post-euro un paio d’anni dopo, mentre le gravi difficoltà strutturali dell’Italia si tenevano nascoste. I problemi di bilancio sono venuti (completamente?) alla luce addirittura 4 anni dopo. Il governo intanto faceva condoni e vendeva gioielli di famiglia per tirare avanti, trionfalmente tagliava le tasse ai più abbienti aumentando cento altri balzelli. Se non c’era il ferreo controllo mediatico di cui la cacciata dello stimato Biagi è stata solo la punta dell’iceberg, forse queste verità sarebbero venute a galla prima. Magari le avremmo affrontate, invece di stare solo appresso, come i topi del pifferaio, alle goliardate del Berlusconi.

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Decalogo elettorale per l’Italia

Provo a dire la mia sulle prossime elezioni in modo non “editorialistico”. Elenco 10 punti fondamentali in base ai quali invito i “moderati” delusi a trovare il “coraggio” di votare il centrosinistra.
1) Per l’alternanza: in sé è sempre un po’ benefica, vieppiù in Italia dove ogni potere tende a mettere le radici.
2) Sostenere i partiti più moderati o “virtuosi” della coalizione di sinistra, in modo da rendere meno importante l’estremismo rifondarolo.
3) Mettere fuori gioco il capo Berlusconi e consentire al centrodestra di riorganizzarsi nei prossimi anni in modo più moderno e davvero liberale (alla “Tabacci”).
4) Dare una dura lezione a chi si è costruito “ad coalitionem” una machiavellica legge proporzionale beffandosi dei cittadini e degli interessi del Paese; (l’Ulivo che aveva amministrato pure benino, si lasciò democraticamente dare un calcio dagli italiani delusi).
5) Mettere una pietra tombale sui populistici condoni (contro di essi l’Unione per la prima volta nella storia italiana, ha avuto il coraggio di metterci la faccia).
6) Lanciare un segnale che chi va al potere non può fare quello gli pare: deve mantenere le promesse, far leggi nell’interesse di tutti, coinvolgere l’opposizione per le regole del gioco, rispettare la Magistratura e la Carta costituzionale che deve unirci tutti.
7) Affermare l’importanza capitale che in ogni stato civile ha la libertà di informazione. Condannare la censura sia palese che sotterranea che per 5 anni è stata messa in atto soprattutto in TV.
8) Punire chi ha sistematicamente raccontato falsità ai telegiornali: negando per 3-4 anni l’inflazione post-euro, l’incipiente declino dell’economia, l’aumento delle tasse per il ceto medio, lo sforamento dai parametri di Maastrict.
9) Per dare una possibilità al centrosinistra di fare seriamente quello che questa maggioranza uscente non può avere interesse a fare: una seria riforma della giustizia in primo luogo, ma anche una riforma seria della scuola pubblica o un riordino delle licenze radiotelevisive (con una pubblicità sempre più invadente che sta distruggendo l’intelligenza, l’umanità, la giovialità del popolo italiano).
10) Per lottare contro la mafia e la macrocriminalità che in questi anni si è avvantaggiata di diverse leggi governative. Al momento del voto pensate magari a qualche siciliano onesto che non ha la vostra libertà.

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